Andrea Battistini non è più tra noi

 

Nella notte tra il 29 e 30 agosto il caro amico personale, e consigliere del Centro, Andrea Battistini ha lasciato questa terra. Sono passati esattamente quattro mesi dalla scomparsa di un’altra figura storica degli studi muratoriani, Giuseppe Trenti; poco più di dieci da quella di un’altra colonna del Centro, Giordano Bertuzzi. 

“Temere melius speremus de nobis” (“miglior destino non s’ha sempre da sperare dalla nostra”), concludeva Muratori la dissertazione 32 delle Antiquitates a suggello del “funerale della lingua greca e latina”. Ovvero siamo tutti “a scadenza, e non possiamo prevedere nulla di certo”, come Andrea mi ha scritto nel suo ultimo messaggio, di lunedì scorso 24 agosto, quando, dopo avermi chiesto di giustificare la sua assenza dalla prossima riunione del Centro (quando ci sarà), soggiungeva “per adesso è importante il convegno, che serve a fare conoscere anche tutto quello che ha fatto e sta facendo il Centro Muratoriano. Ma spero che ci siano anche altre occasioni, magari legate ad altre «scadenze», che riportino ancora al centro degli interessi eventi legati al Centro Studi e all’Edizione nazionale”.
Come si vede, tra i suoi ultimi pensieri c’era l’eredità muratoriana: nel nostro ultimo incontro personale, un mese fa ancora nella sua casa di Bologna, gli avevo portato una copia del volume 25 di Carteggio, appena uscita e di cui mi aveva chiesto con insistenza: avevamo guardato insieme alcune pagine, al cui proposito avevo approfittato per estorcergli la revisione di un articolo giuntoci per l’eventuale pubblicazione. Svolse il compito con sollecitudine e la consueta precisione, e questa forse resta l’ultima sua fatica scientifica di una carriera operosa (di cui avevo parlato nell’ultima Muratoriana, a proposito della sua raccolta di saggi settecenteschi Svelare e rigenerare uscita nel 2019).
Sarà il caso di ricordarlo con parole più mature nel convegno del 21 ottobre, che continuiamo a programmare malgrado tutto. Ricordo che Andrea Battistini era socio effettivo del Centro dal 1984, e dal 2016 era membro del Consiglio direttivo; aggiungo che questa carica era l’unica da lui conservata, unicamente per amicizia, dopo il suo pensionamento dall’Università (2017), quando aveva lasciato tutti i ruoli di dirigenza ricoperti presso varie associazioni culturali.
Tra essi, la presidenza dell’Accademia Pascoliana, tenuta per un decennio, appunto fino al ritiro volontario. E la notizia della sua scomparsa mi ha raggiunto a Urbino, sotto la statua di Pascoli nel collegio che l’aveva ospitato ragazzo: mi ha riportato alla mente l’Aquilone del poeta di San Mauro,  meditante sull’amico “che abbandoni - su l'omero il pallor muto del viso”, e  certo che “anch'io presto verrò sotto le zolle - là dove dormi placido e soletto”.

 

Fabio Marri


Per chi facesse in tempo a leggere questo annuncio, informo che le esequie si svolgeranno a Bologna mercoledì 2 settembre, con quest’ordine:

Benedizione del feretro presso la camera ardente dell’ospedale Bellaria: ore 9.15-10.15.

Funerale accademico presso la Cappella dei Bulgari nel cortile dell'Archiginnasio: ore 11.

Tumulazione alla Certosa: ore 12.15.

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